Una nuova Denominazione d'Origine Controllata "Venezia", che ricomprenda l'intero territorio delle province di Venezia e Treviso; una modifica delle attuali DOC "Piave" e "Lison Pramaggiore" in modo da caratterizzare ancora di piu' il legame tra vitigno e territorio per i vini maggiormente rappresentativi; l'attribuzione della DOCG, Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, alle due produzioni di punta: il Malanotte e il Lison.
E' questa la richiesta che la Regione, in accordo e in rappresentanza dell'intera filiera, presentera' e sosterra' al Ministero delle politiche agricole perche' venga al piu' presto realizzata una piramide qualitativa piu' definita e riconoscibile dell'intera enologia della parte orientale del Veneto. Lo ha deciso la Giunta veneta, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato, che si e' fatto portavoce del piano strategico elaborato assieme ai produttori delle attuali DOC "Vini del Piave" e Lison Pramaggiore". "L'obiettivo - ha spiegato Manzato - e' la valorizzazione delle produzioni delle attuali zone a DOC, fondate prevalentemente su vini cosiddetti varietali, per riposizionarle sul mercato ed evitare la banalizzazione che potrebbe derivare dalla nuova Organizzazione Comune di Mercato del Vino, che ha sostanzialmente equiparato le Denominazioni di territorio con i vini che riportano in etichetta il nome del vitigno. In proposito i produttori delle attuali DOC hanno elaborato una proposta di completa revisione dell'articolazione della designazione dei vini, per arrivare ad un sistema che consenta alle imprese vitivinicole del territorio di recuperare efficienza e visibilita' sui piu' importanti mercati internazionali".
Il progetto identifica appunto nei due prodotti di punta per tradizione e qualita', Malanotte e Lison, gli "ambasciatori" della comunicazione del valore qualitativo del territorio, con il riconoscimento della DOCG. Rivede inoltre l'offerta delle attuali denominazioni "Vini del Piave o Piave" e "Lison Pramaggiore" identificandole con alcuni prodotti tipici, mantenendo peraltro nel disciplinare anche alcuni vini internazionali ai quali il territorio conferisce particolare livello qualitativo. Prevede infine la nuova DOC "Venezia" come strumento in grado di affrontare il mercato dei vitigni internazionali, oggi "gestito" essenzialmente dalla grande distribuzione, con nome e volumi che in rapporto alla qualita'/prezzo riescano a essere concorrenziali con i grandi competitori mondiali.
Fonte: www.agroalimentarenews.com